Una terapia all’avanguardia

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Innovazioni al santo spirito contro le patologie dolorose

Da circa un anno ormai la struttura di terapia del dolore del presidio ospedaliero del Santo Spirito è stata riconosciuta e validata come centro di riferimento regionale nell’ambito della rete algologica piemontese.
«Penso – spiega Roberto Bellini, responsabile della struttura della terapia del dolore – possa essere considerato un risultato decisamente positivo in un momento socio-politico in cui tutto risulta difficile. In quest’ottica lo staff della struttura stessa sta operando nel tentativo di ottimizzare massimamente le risorse disponibili al fine di ottenere un valore aggiunto positivo e pur sempre migliorabile per l’utenza».

Muovendo in questa direzione, continua Bellini «è stata ultimamente effettuata una nuova procedura tecnicamente avanzata su di una giovane paziente affetta da una patologia rachidea dolorosa ed invalidante. La procedura è consistita nell’impianto di un neurostimolatore epidurale di ultimissima generazione caratterizzato da due elementi fondamentali: la ricaricabilità(fino a nove anni di durata) e l’adattabilità della stimolazione ai cambiamenti di posizione del paziente e, quindi, alle modificazioni del dolore collegate al movimento stesso».

Questo strumento «permette di modulare la sensazione dolorosa ingannando il sistema nervoso centrale mediante la somministrazione di microimpulsi elettrici lungo le vie nervose che conducono lo stimolo doloroso verso il cervello».

Commenta il medico: «Pensiamo che il raggiungimento di questo traguardo sia un vero e proprio messaggio che desideriamo far passare a tutti i cittadini che dimostrano sensibilità alla problematica “dolore”,a tutti coloro che sono afflitti da patologie dolorose, a tutti coloro che presto diventeranno sensibili a questa grave e diffusa problematica, cittadini utenti politici e amministratori».

In questo nuovo passo verso traguardi di miglioramento costante «della qualità prestazionale offerta dobbiamo riconoscere la sensibilità e la fattiva collaborazione di tutti coloro che ci hanno seguito e spronato in questo percorso. In primis la dottoressa Paola Costanzo, direttrice sanitaria del presidio, che ha fatto sua la problematica sin dal primo giorno del percorso».

 

Fonte : Il Monferrato

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