[Dott. Oneglia] Mastectomia: conseguenze non solo fisiche

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Negli ultimi anni si è rilevato nei paesi industrializzati un aumento dei casi di tumore al seno seguiti da interventi di mastectomia, ciò in conseguenza a due fattori principali: l’aumento dell’aspettativa di vita delle donne  e la presenza di screening  che permettono un’identificazione precoce di eventuali tumori.

Il tumore al seno colpisce una donna su dieci e quasi tutte le donne colpite da tale tumore, indipendentemente dalla stadiazione, subiscono un intervento chirurgico per la rimozione dei tessuti malati. Nei casi in cui è possibile ricorrere alla chirurgia di tipo conservativo viene asportata solo la parte del seno in cui è localizzata la lesione (quadrantectomia) seguita, generalmente, da una radioterapia. Durante tale operazione vengono solitamente asportati anche i linfonodi sentinella, ovvero quelli più vicini al tumore stesso; nel caso il linfonodo esaminato presentasse cellule tumorali, si dovrebbe procedere allo svuotamento del cavo ascellare.

Forme tumorali più avanzate vengono invece trattate con l’asportazione dell’intero seno (mastectomia radicale) che comporta  l’asportazione della ghiandola, dei linfonodi e del muscolo pettorale.

In entrambi gli interventi è solitamente possibile procedere con la ricostruzione del seno.

Nella maggioranza dei casi, la diagnosi di tumore al seno comporta per la donna reazioni di ansia e paura correlate principalmente alla mutilazione chirurgica e alla prognosi della malattia stessa.

Da un punto di vista psicologico, oltre alle reazioni sopra citate, è molto importante ricordare che uno dei momenti  maggiormente delicati per le pazienti  è quello che vivono durante le terapie complementari alla chirurgia: chemioterapia, ormonoterapia, radioterapia. Tali terapie, definite precauzionali, impattano notevolmente sulla psiche della donna già provata dal percorso diagnostico e chirurgico. La prosecuzione delle cure diviene spesso causa di disagio e sofferenza oltre che, in alcuni casi, di ulteriore danno all’immagine corporea (come nel caso, ad esempio, della perdita di capelli, esperienza spesso sottovalutata da parte di medici e famigliari).

La conclusione dei trattamenti brevemente descritti, rappresenta per le donne un momento particolarmente delicato, coincidente alla ripresa delle attività quotidiane e all’accettazione del proprio “nuovo corpo”. A ciò va aggiunto che le giovani pazienti possono andare incontro alla cessazione dell’attività ovarica a causa delle terapie: ciò rappresenta un ulteriore cambiamento (fisico e simbolico) del proprio Sé, inteso come Sé corporeo, sociale e famigliare.

Un adeguato supporto informativo e psicologico alla donna con tumore al seno può prevenire o lenire ansia, paura, difficoltà di accettazione del proprio corpo in seguito a mastectomia parziale o radicale, limitando il senso di abbandono che ancora troppo spesso provano le pazienti non preparate ad affrontare il percorso di diagnosi, cura e ripresa della vita quotidiana, con un’immagine di sé modificata.

Per quanto sia fondamentale l’offerta di un supporto psicologico durante il periodo pre-operatorio, sia per la donna che per i famigliari che la assisteranno durante il suo percorso, ritengo dunque necessario puntare oggi maggiormente l’attenzione al periodo post-operatorio, durante il quale sarà importante “ricostruire” una nuova immagine del proprio corpo, un nuovo modo di vivere la propria fisicità anche nella coppia, non dimenticando le implicazioni psicologiche legate alla mastectomia durante i momenti di intimità con il partner, il quale spesso può necessitare a sua volta di un sostegno sulla gestione delle emozioni della propria compagna.

La possibilità di confrontarsi con altre donne che hanno subìto una mastectomia può essere utile a non sentirsi sole ad affrontare il percorso post-operatorio, a condividere emozioni in un luogo protetto dove venga garantita la privacy e il rispetto di ogni pensiero, con il supporto di esperti che possano fornire informazioni, contenimento emotivo e consigli per affrontare al meglio la quotidianità.

Da queste brevi considerazioni nasce l’idea di formare un gruppo aperto a donne mastectomizzate all’interno dell’associazione Pandora, gruppo che darà la possibilità alle partecipanti di usufruire di interventi di esperti e di momenti di condivisione su temi proposti dalle partecipanti stesse.

 

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