[Dott. Bellini e Dott. Patrucco] MAL DI SCHIENA ACUTO – Cos’e ? chi colpisce ? cosa fare ?

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Dolore localizzato posteriormente in uno spazio compreso tra il margine costale ed il solco gluteo.

Il mal di schiena o piu’ tecnicamente “ lombalgia “ e’ sintomo che quasi tutti noi accusiamo almeno una volta nella nostra vita ( 70 – 80 % della popolazione adulta ) ; questa e’ una prerogativa degli esseri umani che pagano gli interessi passivi derivanti dal fatto di aver assunto,milioni di anni fa, la stazione eretta ;il mal di schiena e’ dunque situazione dolorosa tipica dell’uomo ,il quale , spesso , ci mette qualcosa di suo nel peggiorare questa situazione antropologica ;cioe’ stili di vita incongrui , sports dinamicamente negativi per l’assetto biomeccanico della colonna ,criteri di igiene personale scorretti ( alimentazione , posture occupazionali ecc . )

La lombalgia e’ dunque un sintomo e come tale ,spesso, non ha una causa organica ma esprime una disadattamento funzionale della colonna vertebrale ( lombalgia disfunzionale o biomeccanica ) ;in una piccola percentuale di casi non superiore al 10 % invece esiste una causa organica di cui il mal di schiena diviene un sintomo spesso il principale ,un campanello di allarme una vera e propria bandierina rossa di pericolo .
Attualmente il mal di schiena e’ la seconda causa di disabilita’ ed e’ una delle principali motivazioni di ricorso al medico di medicina generale o alle strutture sanitarie ;cio’ comporta una eccessiva medicalizzazione di un semplice sintomo ,una distorsione interpretativa di questo semplice sintomo , un ricorso scorretto ed irrazionale alle indagini diagnostiche ,in prevalenza radiologiche , ed un sovraccarico di spesa per il SSN ;il tutto senza riflettere sulle ripercussioni psicosociali di un sintomo elevato erroneamente a livello di malattia . D’ altro canto invece e’ d’obbligo non sottovalutare il mal di schiena quando esso sia un sintomo di allarme per una patologia organica spesso grave ,ma purtroppo spesso ignorata e misconosciuta .

Il paziente esige una spiegazione ed una cura dedicata alla lombalgia ;cià porta a cercare cause ,dei danni anatomici che non esistono in realtà e spesso si interpreta il mal di schiena
come malattia mentre rimane pur sempre un semplice sintomo ;quindi il fare una diagnosi specifica di mal di schiena e attribuire ad essa una specifica terapia e’ una procedura inutile ,razionalmente scorretta , economicamente costosa !!. questo atteggiamento dedicato invece e’ riservato alle lombalgie specifiche con una causa reale, quindi il primo passo da condividere con il paziente sara’ quello di una corretta informazione
sul problema cercando di demedicalizzare al massimo il sintomo, di inculcare un atteggiamento
di fattiva collaborazione e di dissuaderlo da un atteggiamento negativista che lo porti al ritenersi malato quando in effetti non lo e’ !!!
Il mal di schiena ha una durata media di 30 giorni ;tende a risolversi spontaneamente ;utile una visita medica per impostare il problema soprattutto dal punto di vista informativo : non necessita di intervento medico ;non necessita di indagini radiologiche ;utile , a problema risolto ,una valutazione fisiatrica per corregge tutte le disfunzioni posturali e biomeccaniche che possano riproporre il problema nei periodi successivi e che spesso sono correlate alla vita quotidiana (abitudini comportamentali ,lavorative ,sportive ecc ,. ).

Il mal di schiena acuto tende a risolversi da solo ;qualunque trattamento in fase acuta non ne modifica il decorso . Se necessario si puo’ trattare la sintomatologia dolorosa con farmaci di base quali il paracetamolo ;cio’ al fine di ridurre anche la disabilita’ e permettere sin dall’inizio della sintomatologia ,di conservare un’autonomia motoria valida ;infatti il riposo coatto e’ un fattore decisamente negativo in grado di aggravare sia l’aspetto clinico che quello psicologico del soggetto.

Quali esami fare ?

Sicuramente in fase acuta nessuno ,tanto meno esami di tipo radiologico perche’ non e’ riconoscibile una causa specifica ;spesso gli esami radiologici possono evidenziare alterazioni
che pur non essendo la causa del mal di schiena verranno interpretate come tale ( falsi positivi ) ed il paziente verra’ trattato per un patologia silente evidenziata da un esame inutile e troppo tempestivo ;da quel momento , ad un mal di schiena funzionale verra’ data una causa e cosi,quello che e’ un semplice sintomo diviene erroneamente ed impropriamente una malattia di cui il paziente sara’ sempre piu’ convinto !

Riposo ? immobilizzazione ?

Assolutamente no ;mantenere un certo livello di attivita’ fisica compatibile con l’intensita’ del dolore ;cio’ al fine di contrastare un circolo vizioso che, provocando contrattute muscolari ,possa portare ad un peggioramento del mal di schiena stesso

Farmaci ?

Se il dolore e’ di intensita’ elevata ed e’ tale da limitare l’attivita’ fisica il farmaco di prima scelta e’ il paracetamolo ;l’utilizzo degli antinfiammatori (FANS) deve essere valutato con circospezione e, se effettuato, deve essere di breve durata ,proteggendo l’organismo da effetti collaterali pericolosi.
La terapia farmacologica permette dunque al paziente di non ricorrere al riposo alla immobilizzazione e di mantenere un minimo di attivita’ personale e sociale.

Prognosi ?

Sicuramente positiva ; il mal di schiena tende a risolversi spontaneamente entro 6 settimane :il recupero completo va dal 40 % al m90 % :la percentuale di ricaduta dopo il primo episodio si aggira attorno al 50 % .

Cultura del problema

L’elemento fondamentale e’ rappresentato dalla PREVENZIONE ; la correzione posturale , la riduzione di atteggiamenti e gesti biomeccanicamente errati sono gli elementi di base su cui investire per evitare la cronicizzazione di un semplice sintomo e la sua trasformazione in vera e propria malattia .Il paziennte deve convincersi dell’aspetto funzionale del mal di schiena , deve adottare tutte le possibili misure di egiene personale al fine di non creare quei presupposti funzio-
nali che portano alla lombalgia , ma soprattutto non deve scaricare su di un semplice sintomo altre problematiche di tipo personale , lavorativo , sociale e quant’altro perche’ altrimenti un semplice sintomo di disfunzionalita’ della colonna vertebrale diventera’ lentamente una vera e propria malattia biopsicosociale in cui le possibilita’ terapeutiche diverranno sempre meno ed il paziente stesso si avviera’ verso una condizione di disabilita’ ingravescente .

 

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